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aprile 17, 2008

Allarme DHMO: il killer incolore e inodore

Altre buone notizie per essere motivati a sostenere il prossimo V2-DAY !!!

AndreaTj

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dal blog Progetto Galileo

caution-dhmo.gifLa stampa scientifica continua a produrre dell’ottimo materiale per Progetto Galileo. In poche settimane di attività abbiamo accumulato un discreto numero di bufale, imprecisioni, spettacolarizzazioni improprie.

Ma ci siamo anche resi conto che per ogni argomento spettacolarizzato ed enfatizzato, spesso ce n’è uno completamente trascurato. E a volte si tratta di temi critici per la salute pubblica.

È il caso del DHMO. Sui quotidiani nazionali non è stata dedicata neanche una riga al problema, mentre il Web si è dimostrato ancora una volta un mezzo più flessibile e reattivo della carta stampata. Per una trattazione esauriente dei rischi connessi al contatto col DHMO vi rimando all’articolo di Dario Bressanini, che dà al problema il giusto risalto, pur evitando i toni allarmistici tipici di certa stampa. Inoltre, da tempo è presente una versione in italiano del sito della Dihydrogen Monoxide Research Division. Il sito originale è da anni un prezioso punto di riferimento per chiunque voglia difendersi da questa sostanza inodore e incolore, praticamente ubiquitaria, presente nelle falde acquifere e persino in bevande di larghissima diffusione: il diidrogeno monossido (H2O), nome comune: acqua.

Il fatto è che ci siamo cascati anche noi. Qualcuno (io, ad esempio) non ha associato la sigla “DHMO” all’acqua. Altri hanno pensato che dietro il sito DHMO.org ci fosse una delirante associazione di terroristi mediatici, dediti a diffondere assurde teorie complottiste.

Invece no. Dietro il DHMO c’è il Dr. Thomas Way, un interessante personaggio animato dal nobile proposito di «promuovere un consumo più cauto dell’informazione e un attivo scetticismo nei confronti di tutto ciò che leggiamo e ascoltiamo». Siamo riusciti ad estorcere a Thomas Way una breve intervista semiseria, che proponiamo di seguito.

Progetto Galileo: Ciao Tom! Ho letto il tuo sito sul DHMO e visto che sei un esperto, ti chiedo un piccolo consulto. Ieri ha preso a piovere all’improvviso, ero senza ombrello e oggi ho un brutto raffreddore. Pensi che il DHMO possa essere la causa?

Thomas Way: Certo, il DHMO è sicuramente presente nella pioggia. Infatti ne è il componente principale!

PG: OK, a parte lo scherzo, in quanti si sono bevuti “l’allarme DHMO”?

TW: Credo che l’1-2% non si renda conto di quello che sta leggendo e si allarma.

PG: Hai scritto* che il progetto DHMO.org ha avuto all’inizio una funzione essenzialmente “terapeutica”. Immagino che sentissi l’esigenza di “curarti” dagli effetti tossici della stampa sensazionalistica. Scrivi poi che lo scopo più importante è di promuovere un attivo scetticismo nei confronti dell’informazione che consumiamo. Come sei arrivato a questa consapevolezza?

TW: Sono stato un mago professionista e ho sviluppato un naturale scetticismo, per me è stato facile sviluppare scetticismo nei confronti di tutte le forme di informazione e comunicazione.

PG: Il sensazionalismo e l’allarmismo dei media ci stanno assuefacendo conducendoci all’indifferenza. Il nostro scetticismo è fuori allenamento. Quali sono i sintomi?

TW: La religione l’estremismo politico sono i sintomi principali. Ogni volta che spegniamo la parte razionale del nostro cervello e scegliamo di “credere alle cose per fede”, dovrebbe scattare un allarme rosso, perché non stiamo usando il nostro cervello adeguatamente.

PG: Leggendo DHMO.org ho avuto l’impressione che tu abbia applicato uno schema, un approccio simile a quello correntemente usato dai media per “creare il caso”. Puoi svelarci i trucchi, in modo da aiutarci a riconoscerli facilmente?

TW: Non ho una lista. Li riconosco quando li vedo applicati. (N.d.R.: invece Dario Bressanini è molto esplicativo a riguardo, vi rimando quindi al suo articolo di oggi).

PG: Percepisci i media come un rischio o come un’opportunità?

TW: Entrambe le cose. Senza dei media attenti sarebbe troppo facile far passare inosservate certe ingiustizie. Ma dei media sciatti, come buona parte di quelli attuali, possono dare soltanto cattivi frutti. E la prova di ciò ci guarda in faccia proprio adesso, almeno negli Stati Uniti, con le pietose condizioni dell’economia, dell’educazione e molte altre aree delle nostre vite.

PG: La generazione dell’”Uomo dell’anno 2006” sta passando alla storia per il fatto di produrre attivamente i contenuti, anziché limitarsi a consumarli passivamente. Sta cambiando qualcosa?

TW: Internet, ovviamente, permette a chiunque di presentare al pubblico ogni vecchia storia, vero a falsa che sia.

PG: Tornando al tuo progetto, vuoi dirmi se ha avuto qualche inaspettato “effetto collaterale” ?

TW: Il sito è stato ideato per divertimento, ma è presto diventato uno strumento educativo, per insegnare agli studenti a pensare e leggere criticamente. Questo è stato il più inaspettato e piacevole effetto collaterale.

Andrea Ferrigno

* Il trucco è svelato su “press kit“: digitate senza timore nome utente (press) e password (press). E mi raccomando: acqua in bocca!

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