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aprile 11, 2008

Incontro con il Prefetto di Vibo Valentia


Oggi Pino Masciari ha incontrato il Prefetto di Vibo Valentia Ennio Mario Sodano. Non ero presente all’incontro ma all’uscita Pino era molto soddisfatto, riferisce di essere stato accolto in modo cordiale dal prefetto.

Il costruttivo incontro è durato circa mezzora. Sodano ha ben presente la necessità di offrire sicurezza a Masciari in questi territori. Il prefetto riconosce il valore delle denunce di Pino e di tutti i testimoni, che sono risorse importanti per combattere seriamente la criminalità organizzata.

Dopo l’incontro ci siamo recati alla scuola media Buccarelli di Vibo Valentia.

Aspettiamo i commenti dei ragazzi che hanno potuto sentire le parole di questo cittadino diventato un eroe suo malgrado e che sta portando avanti la sua battaglia con dignità fermezza e quella emotività che scuote le coscienze.

Domani pubblicherò un estratto del video dell’incontro con gli studenti.

Sono in programmi altri incontri con gli studenti per la prossima settimana e riceviamo continuamente notizie di mobilitazioni e manifestazioni di cittadini in giro per l’Italia.

P.S. Per i presidi e i manifestanti: I vostri video sono stati proiettati durante l’incontro con gli studenti che si sono entusiasmati a vedervi cosi attivi, allegri e determinati. State rendendo un gran servizio ai giovani della Calabria, il virus degli amici di Pino Masciari si sta diffondendo.

P.S. Per i presidi e i manifestanti: I vostri video sono stati proiettati durante l’incontro con gli studenti che si sono entusiasmati a vedervi cosi attivi, allegri e determinati. State rendendo un gran servizio ai giovani della calabria, il virus degli amici di Pino Masciari si stà diffondendo.

WWW.PINOMASCIARI.ORG

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TANGENTI. ALTO MAGISTRATO CONDANNATO DEFINITIVAMENTE A 3 ANNI

Condannato il magistrato Damiani, denunciato da Pino Masciari per comitato d’affari.

– Vibo Valentia, 24 mag. 07 – Dopo circa 20 anni si è concluso il processo contro l’alto magistrato Saverio Damiani, intentato nei suoi confronti dall’ex imprenditore vibonese, Giuseppe Masciari, adesso testimone di giustizia. Chiamato a rispondere di concussione, la suprema Corte di Cassazione oggi lo ha condannato a 3 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oltre a 62mila euro e ad un risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede. Secondo le accuse di Masciari, Damiani all’epoca dei fatti, magistrato presso il Tar Calabria, negli anni 88 -89, avrebbe preteso una tangente del 6% sui lavori da lui nelle Serre vibonesi da dividere con un comitato d’affari in cui vi erano politici, malavitosi, pezzi delle istituzioni. Dopo quelle accuse Damiani venne trasferito e nominato nominato presidente del Tar Campania, Lazio fino a quando nel 2001 il governo Berlusconi non lo nominò Consigliere di Stato. Oltre a questa percentuale, l’imprenditore veniva continuamente vessato dalle cosche di quasi tutta la Calabria con attentati e richieste di tangenti, , fin quando un giorno non incontrò un giovane maresciallo dei carabinieri, Nazzareno Lopreato, attuale comandante della stazione di Vibo, a cui denunciò tutte le angherie subite e che lo costrinsero a chiudere a chiudere l’impresa che occupava oltre 100 operai. Ammesso al sistema di protezione in una località del Nord e definito dal procuratore antimafia Vigna, uno dei più importanti testimoni di giustizia, molto spesso è stato costretto a protestare in quanto, secondo le sue denunce, non gli veniva consentito di assistere alle udienze dei numerosi processi dai lui intentati e che vedono alla sbarra numerosi capi ‘ndrina, molti sono stati già condannati. Ma la sentenza più attesa era quella odierna. In una occasione è stato scortato dai ragazzi di Libera, mentre ultimamente si è lagnato per non aver potuto presenziare ad un processo che si sta tenendo presso il tribunale di Crotone, altre volte ha lanciato il grido di “attenti alle prescrizioni”.

giudice condannato in via definitiva per concussione. Articolo

Un testimone di giustizia vittima di uno Stato ingrato
Pino Masciari: UN MORTO CHE CAMMINA.
Noi non lo lasceremo solo. Mai!

un morto che cammina. Non lasciamolo solo!
Questo spazio del sito si arricchirà giorno dopo giorno di contributi, anche audio e video, su tutto ciò che riguarda Pino.
Presto apriremo anche un blog, sul quale Pino scriverà periodicamente.

aprile 8, 2008

Thyssen: chi se ne va costretto a rinunciare ai ricorsi

Lo ha reso noto questa mattina
il segretario generale della Fiom torinese Giorgio Airaudo. Rinaldini: «L’azienda ha un atteggiamento arrogante». Cremaschi: «E’ la dimostrazione che sono dei mascalzoni»
TORINO
La Thyssenkrupp sta facendo firmare ai lavoratori che lasciano l’azienda un verbale, nel quale si impegnano a non costituirsi parte civile, ma anche a non ricorrere contro eventuali responsabilità penali dei dirigenti. Lo ha reso noto il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo, nel corso dell’assemblea nazionale degli Rls, rappresentanti della sicurezza della Fiom, riuniti a Torino.

«Se la Thyssen – ha detto Airaudo – utilizzava questo verbale storicamente, già prima della strage, nasce il sospetto che avesse interesse a cautelarsi. Se invece il verbale è stato modificato dopo la strage del 6 dicembre, ci troviamo di fronte a un’azienda che tenta di sottrarre ai lavoratori un diritto, quello di costituirsi parte civile. In ogni caso, si tratta per noi di atti non validi e lavoreremo perchè vengano rimossi gli effetti».

Rinaldini: «L’azienda ha un atteggiamento arrogante»
«È un fatto gravissimo che arriva all’indomani della tragedia della Thyssenkrupp e conferma l’atteggiamento di assoluta arroganza dell’azienda e mancanza di ogni forma di sensibilità, soprattutto tenuto conto del procedimento giudiziario in corso nei confronti dei dirigenti della multinazionale». Così il segretario generale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini, a margine dell’assemblea nazionale Rls Fiom in corso a Torino, commenta i verbali fatti firmare ai lavoratori delle Acciaierie contenenti la remissione di procedure di carattere penale e civile.

Sono in corso verifiche sulle dimensioni del fenomeno. Intanto Rinaldini assicura che «il sindacato proseguirà la costituzione di parte civile contro la Thyssenkrupp» e invita «i lavoratori a non firmare».

Duro anche il giudizio espresso da Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom. «Questa vicenda – dice – dimostra che i dirigenti della Thyssenkrupp sono dei mascalzoni e bisogna fare il possibile perchè abbiano la sanzione che meritano».

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