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giugno 18, 2008

Pressioni ed intimidazioni al blogger? Sentiamo cosa dice lui: Paolo Franceschetti

Alcune considerazioni sui fatti di questi giorni e sul blocco dell’attività del blog (Paolo Franceschetti’s blog NDR)
Come molti sanno, per tutto il mese di giugno non pubblicheremo più alcun articolo perchè a seguito delle continue minacce alla mia famiglia sono stato costretto a prendere una pausa di riflessione e Solange si è accodata a questa mia decisione.
Voglio fare alcune considerazioni in merito a questa situazione e fare il punto della situazione. Perdonate eventuali errori di ortografia e grammatica, ma non mi metterò a ricorreggere il testo.

Primo. E’ vero. La mia famiglia è sotto minaccia. Ma paradossalmente non è questo il problema. In passato siamo stati continuamente minacciati. Cosa ben più grave hanno cercato di farci fuori più volte. Almeno due volte a testa, me e Solange. Dico “almeno” perché ci sono altre situazioni (come quella relativa al giorno in cui trovai Solange prova di sensi e avvelenata) in cui non abbiamo capito se volessero uccidere, intimidire, o fare altro.
Il punto è che finché ti minacciano non c’è pericolo. Tanto è vero che quando hanno cercato di ammazzarci, non abbiamo avuto nessun presentimento. Nessuna minaccia. Io in particolare vivevo un periodo tranquillo e pensavo di essermi lasciato alle spalle l’incubo della massoneria, degli intrighi, dei sospetti, ecc…
Invece, senza preavviso…i sabotaggi alle moto a settembre del 2007 da cui ci salvammo per miracolo.
Quando il 2 gennaio di quest’anno tentarono di farmi la pelle, solo il preventivo avvertimento e intervento della Carlizzi mi salvò, perché lei molto più esperta di me in queste cose, ci chiamò apposta per avvertirci. Pur non avendo ricevuto minacce o altro, mi disse che oramai la mia vita era a termine, perché avevo commesso il peccato più grave che potessi commettere: rivelare i segreti della Rosa Rossa. Mi avvertì il 24 dicembre (una vigilia di natale che non scorderò facilmente); e il 2 gennaio successivo infatti scampai per un pelo alla morte in un albergo di Modena.
Per anni invece abbiamo subito minacce e intimidazioni varie. Ma la nostra vita non era in pericolo e ce ne rendevamo conto.
Lo è stata nei momenti in cui tutto pareva calmo.
Se quindi ora minacciano la mia famiglia, credo che questo sia un indizio che il pericolo non è immediato. Fabio Piselli mi correggerà se sbaglio… tanto siamo nel campo delle supposizioni e nessuno in questo campo ha la verità rivelata.

Lo scopo di queste manovre è quello di destabilizzare, far perdere le staffe ai miei, farmi litigare con loro, probabilmente creare problemi a me e Solange e dividerci. Come ha detto il mio amico Augusto, il primo che ha inquadrato la situazione: “vogliono distruggerti psicologicamente, perchè la distruzione psicologica, allo stato delle cose, per loro è meglio della morte”.

Io quindi non posso decidere se continuare o no a svolgere questa attività e occuparmi di queste cose.

Ma sia chiaro. Il problema non è che “non posso mettere a rischio la vita dei miei familiari”.
Per me la mia vita e quella dei miei familiari hanno lo stesso valore della vita di qualsiasi altra persona. Le persone che tutelo, i morti a cui cerco di dare voce, le persone che vorrei si salvassero grazie alla nostra attività, il problema dei bambini massacrati e della strage di donne extracomunitarie che stiamo cercando di portare alla luce con Fosca, con quelli di Comedonchisciotte e Disinformazione, e con altri, valgono quanto me, quanto i miei fratelli, quanto i miei genitori.
Il problema però è che non posso decidere io, quali persone possono rischiare per la causa che combatto. Non posso decidere io se è importante proseguire e mettere a rischio i miei, oppure fermarmi. Perché domani grazie alla scelta che ho fatto, potrebbero uccidere un mio fratello o una mia nipote; e non sta a me decidere se questo è giusto o no.
Lo fanno, lo hanno fatto mille volte, questi poteri occulti che diventano palesi quando approfondisci un po’ il sistema.
Lo hanno fatto con Clementina Forleo, uccidendole i genitori. Lo hanno fatto con il giudice Imposimato, uccidendogli il fratello. Lo hanno fatto con magistrati meno conosciuti che non sono mai apparsi nelle cronache, come quel magistrato di Bari che l’anno scorso si stava occupando di una strage di donne in Puglia, un vero e proprio femminicidio; prima hanno tentato di ucciderlo, poi gli hanno gambizzato la ex moglie. Ma i media hanno ritenuto che la notizia non fosse interessante. Qualche centinaio di donne uccise ad opera di colletti bianchi, e un organizzazione criminale diffusa in diverse regioni, non meritano gli onori della cronaca. Anche il tentato omicidio di un giudice ad opera della sua scorta non è notizia degna di passare al telegiornale o su un quotidiano, perché c’è il rischio che poi qualcuno troppo curioso capisca che dietro a questi fatti ci sono dei politici di livello nazionale.
Lo hanno fatto con persone meno conosciute e meno note, come col mio amico Ciro, cui hanno ucciso due fratelli. Ma in fondo per i media non era importante riportare la notizia. Era “solo” un omicidio di camorra.
Lo fanno continuamente. Quindi è inutile nascondersi. Possono fare qualsiasi cosa anche alla mia famiglia.

Io in realtà non credo che fermarmi possa salvare né me né la mia famiglia, come giustamente ha scritto anche un lettore, in un commento all’articolo precedente.

In una situazione del genere non c’è niente da fare. Nulla possono fare le istituzioni; anzi, come ha detto la Forleo, i pericoli vengono proprio dalle istituzioni.
Non possono fare nulla i giornalisti eroi dell’antimafia, perché pare che oltre alla mafia, per loro, non esista altro.
Nulla potete fare voi lettori. Quello che si poteva fare è stato fatto.
Hanno contribuito a tenerci in vita fino ad oggi le diffusione delle riviste che riprendono i nostri articoli (disinformazione e comedonchiosiotte soprattutto) l’avere tante persone che ci hanno aiutato, a partire da Stefania Nicoletti, che si è anche subita “gli attacchi” indesiderati (ma previsti) di determinate persone, subito dopo il suo articolo su Pasolini.
E ovviamente c’è voluta molta fortuna, il giorno in cui ci hanno confezionato degli “incidenti” ad hoc.
Sono attacchi, minacce, e intimidazioni, contro cui non c’è possibilità di chiedere aiuto a nessuno, perché appunto, i pericoli vengono proprio dallo stato, sono eseguiti da persone pagate con i nostri soldi, e che poi magari indagheranno sulla denuncia che andremo a sporgere. E soprattutto perché sono attacchi così raffinati, e fatti in modo così subdolo, che raramente lasciano tracce, rendendo quindi difficile anche fare una normale denuncia, a meno che non si voglia rischiare di essere presi per pazzi o visionari. Sono queste “le menti raffinatissime” di cui parlava Falcone.
Sono menti raffinatissime che fanno annualmente centinaia di morti, la maggior parte suicidi o in incidenti stradali, oppure in incidenti aerei come quello recentissimo del Lago di Bracciano.

Ci sono, per come la vedo io, diverse altre armi; internet, una diffusione sempre maggiore della consapevolezza a tutti i livelli, ma soprattutto un’arma. Quella di avere una forte spiritualità e una forte fede, quale che essa sia, che porti a considerare ogni vita alla pari delle altre; e che consideri il lavoro e i beni materiali, come un semplice mezzo, uno dei tanti, per attraversare questa vita.
Per ora è grazie a queste convinzioni che siamo arrivati sin qui e avevamo superato indenni minacce, attentati, tentativi insidiosi di rovinarci economicamente e psicologicamente, di dividerci e farci litigare.
E’ grazie al vacillare di queste convinzioni tra le persone attorno a me, ora, che ci ritroviamo in un punto di stasi, di fronte ad una crisi familiare e nell’incertezza sul cosa fare.
D’altronde, sapevo che sarebbe successo, e anche io mi sono sempre domandato quale sarebbe stato il mio punto di rottura, visto che tutti ne abbiamo uno.
L’importante, comunque vada, è che certe informazioni vengano riprese, diffuse, e perfezionate da altri

Per molti anni ancora la maggior delle cose che abbiamo detto saranno considerate una follia, roba da visionari. Ma fra qualche decennio il sistema verrà allo scoperto perché oramai ha troppi punti deboli perché regga ancora a lungo. E’ un sistema che ha fatto troppi morti. E la recita di alcuni politici che fanno finta di essere l’uno contro l’altro, ma che sono assolutamente rose dello stesso roseto, è troppo palese perché anche la gente comune non inizi a capire che ci stanno prendendo in giro da diversi punti di vista.

A chi mi dice “come puoi essere così egoista da far correre rischi simili alla tua famiglia”, rispondo due cose. Prima di tutto che il concetto di egoista è quanto meno inappropriato quando è detto da chi, con questa frase, sottintende che dovrei starmene zitto di fronte a simili vergogne.
In secondo luogo non avrei mai immaginato un sistema del genere. Mai. All’inizio pensavo “semplicemente” di aiutare una persona in difficoltà giudiziarie. E siccome faccio l’avvocato, non il macellaio o il panettiere, e siccome ho una famiglia che, seppure in attuale crisi spirituale, mi ha sempre insegnato ad occuparmi degli altri, e principalmente di quelli di cui non si occupa nessuno, mi era sembrato giusto non tirarmi indietro.

Piano piano è venuto fuori questo sistema folle, di cui il padre della mia amica Solange era un esponente di spicco; un sistema che quindi abbiamo potuto conoscere da una posizione di privilegio, essendo questo padre nientemeno che nella Rosa Rossa, ed avendo lasciato alla figlia abbastanza documenti da ricostruire il sistema nella sua interezza, quando capì che lo avrebbero ammazzato.

A chi mi dice di diffondere di più queste cose e queste minacce rispondo così.
Che rispetto alle altre migliaia di vittime di queste situazioni in tutta Italia, noi siamo sempre fortunati. Perché con questo blog abbiamo avuto il massimo della diffusione possibile. Infatti a nessun giornalista di livello nazionale o locale queste informazioni interessano, dato che – perlomeno con riferimento ai giornalisti famosi che compaiono sempre in TV e giornali – queste cose le sanno già.
Voglio fare questo esempio.
Da anni la dottoressa Anna Fubini, psicoterapeuta, si occupa di abusi sui minori, torture, e stragi. La dottoressa sa bene che fine fanno i 1000 bambini l’anno che secondo la polizia scompaiono ogni anno. Sa anche dove finiscono quelli che non vengono citati nelle statistiche ufficiali perché non verranno mai denunciati. Da anni mette tutte le sue ricerche in un sito incasinatissimo e quasi illeggibile, ma che dice delle cose terribili. Ha fatto anche delle denunce in varie procure.
La dottoressa vive e lavora a Torino.
Pensate che a qualcuno tutto questo interessi? Pensate che molti famosi giornalisti che vivono da quelle parti, ad esempio, e spesso si scagliano contro il bavaglio attuale dell’informazione, non sappiano tutto questo?
Si, lo sanno, ma il punto è che sono pagati per non passare queste notizie. Non sono pagati per trovare e poi divulgare le notizie ma sono retribuiti maggiormente per non passare determinate notizie.
Sono pagati per non dare voce alle centinaia di bambini uccisi in modo atroce. Per non dare voce alle centinaia di donne extracomunitarie senza permesso di soggiorno che muoiono negli snuff movies per mano di organizzazioni criminali che operano dalla Puglia al Veneto, su tutta la riviera adriatica. Perché quando scateni una guerra e fai milioni di morti oramai la gente si è abituata. Quando parli di Schifani amico di mafiosi è come sparare sulla Croce Rossa e oramai non ci fa caso nessuno e la destra non perde certo voti per questo (tanto la sinistra schiera persone con un passato e un presente anche peggiore, solo che meno divulgato). Ma se si dicesse che fine fanno i bambini e le donne uccise la gente non reggerebbe e ci sarebbe una rivolta. Si rivolterebbe anche la mafia di fronte a questo scempio (e in effetti a modo suo si è rivoltata, sotto il silenzio dei media ovviamente).
Questi giornalisti sono pagati poi per non dare voce alla famiglia del mio amico Ciro e ai suoi due fratelli uccisi, per non dar voce alle persone che da qualche anno oramai cerchiamo di tutelare e che si rivolgono al nostro studio dicendo “nessuno mi aiuta… perché nessuno crede a quello che dico e in procura mi spariscono i fascicoli e le minacce provenivano dagli inquirenti”.

Quindi qualunque sia la fine che farò, io sono stato fortunato, perché perlomeno la mia morte sarà stata utile a qualcuno e sono perfettamente consapevole della fine che farò. E perché io e la mia famiglia una voce l’abbiamo avuta.

Paradossalmente abbiamo avuto più voce noi di persone come De Magistris e la Forleo. Perché loro sono stati ridotti al silenzio e non possono far sapere quotidianamente, come noi, quello che ci succede; non possono essere utili ad altri, e la sostanza delle loro coraggiose inchieste verrà affossata da qualche loro collega che provvederà ad archiviare tutto.
Quindi ecco.
Rispondo che la cosa, dal canto nostro, è stata divulgata. Anche perché è stata divulgata correttamente e in modo completo, a differenza dei casi che arrivano ai media nazionali, ove la notizia è regolarmente manipolata.
E di più, allo stato attuale dell’informazione, e della giustizia, non si poteva fare.

**********

Non so quindi che decisione prenderò. Per caso mi sono ritrovato in questo incubo. Un po’ per caso e un po’ per fortuna ho capito un sistema che è fuori da ogni possibile immaginazione. Ora, con i miei familiari ci siamo dati un mese per riflettere. E sono sicuro che il destino mi sbroglierà questa situazione, in cui mi ha messo senza che lo volessi.

La decisione sul cosa fare in futuro, non spetta a me ma spetta alla mia famiglia al mio completo.

Mia madre (che ha insegnato anni religione, e ha sempre praticato la sua fede in modo coerente fino in fondo, in molte occasioni, dimostrandolo ancora una volta) mi ha detto “io ho 71 anni. In fondo non mi importa nulla. Tu fai quello che ritieni giusto, ma parlane con i tuoi fratelli”.

Mio padre, che inizialmente mi aveva sempre appoggiato addirittura spigendomi ad aiutare Solange quando io non volevo più aiutarla e invitandomi a rimanere con lei a casa quando dovevo cambiare, ora invece è preso da una comprensibile ansia, e ha cambiato completamente posizione ritenendo che la soluzione possa venire dal fermarmi e cambiare lavoro. Dobbiamo aspettare la fine del mese per sapere la sua decisione, come ci ha consigliato un prete che da anni è il mio consigliere spirituale.
E visto che mio padre in questo periodo non è molto incline al dialogo, vorrei ricordargli, quando dice “come hai potuto metterci in questo casino” che non potrò mai scordare quando avevo circa dieci anni e lui tornò a casa raccontando che aveva preso in auto un autostoppista che aveva palesemente dei problemi, e a causa di ciò era stato seguito da alcuni delinquenti. Alla domanda “perchè l’hai fatto se hai capito subito che questa persona aveva diversi problemi?” rispose “perché ho capito che altrimenti non l’avrebbe caricata nessuno”. E quando ero piccolo i miei mi dicevano sempre “non giocare con chi ha tanti amici, gioca con coloro che sono rifiutati dagli altri; aiuta le persone che nessuno vuole aiutare”.
Preso dall’ansia deve essergli sfuggito che, se io ho caricato nella mia vita una persona che non voleva caricare nessuno, ciò non è dovuto al fatto che sono impazzito. Ho solo giocato con una persona con cui nessuno voleva giocare, e nessuno aveva capito quanto era pericoloso questo gioco. Successivamente ne sono venute altre tutte con problemi analoghi e ora ce le carichiamo io e Solange insieme.
Mio fratello Andrea, dopo le minacce e intimidazioni, è rimasto tranquillo, e mi ha mandato un sms esplicito, invitandomi a stare calmo, dicendo che tanto se lo intimidiscono vuole dire che non vogliono ucciderlo, e aggiungendo: “fai quello ritieni giusto Paolino. Noi ti appoggiamo comunque…. Credo”. In fondo lui è stato sempre il più saggio della casa, e quel “credo” è la dimostrazione del suo carattere ironico ed equilibrato.
Mia sorella Lucia che vive in Germania ancora deve pronunciarsi ufficialmente. Ma mi ha detto che mi verrà a trovare nei prossimi giorni, perché capisce che forse non c’è più tutto questo tempo a disposizione per vedersi. E anche questo, in fondo è il modo più equilibrato di affrontare la situazione.
Con mio fratello Mario dovrò discutere nei prossimi giorni.

Agli inizi del mese di Luglio scriverò su questo blog la decisione dei miei e cercherò di rispettarla. Non so neanche se continuerò a fare l’avvocato, in futuro.
Qualunque lavoro faccia – per dare ai miei l’illusione di essere al sicuro – la mia vita è oramai segnata. Non fosse altro perché avrò sempre dentro di me le immagini dei bambini torturati per gli snuff movies, la dolcezza e la tranquillità della dottoressa Fubini che vive da decenni in mezzo a questo orrori nell’indifferenza delle istituzioni e che cerca invano qualcuno che la possa aiutare, ma che continua senza sosta comunque a curare i pazienti abusati da sette sataniche, sfuggiti alla tortura, e alla morte ad opera di persone delle istituzioni; avrò sempre le immagini di Fosca che cerca di portare alla luce il femminicidio in Italia e le immagini e le voci di tutte le altre persone che abbiamo cercato di aiutare in questi anni.
E quando si vive in mezzo a questi orrori, la differenza tra la vita e la morte diventa sottile, perché non riesci a vivere se non accetti la morte come parte integrante della vita.
Per me quindi, non fa differenza tra vivere e morire. E comunque so per certo che vivere o morire non è un destino che dipende solo dalla Rosa Rossa, ma da entità superiori e più potenti persino di loro, come dimostra il fatto che sono arrivato vivo alla data di oggi. Mi dispiace solo che la stessa certezza non ce l’abbiano tutti i miei familiari.
Quanto al lavoro che ho fatto lo porteranno comunque avanti altre persone; quelli di Comedonchisciotte, Disinformazione, Solange, Fosca, Stefania, e altri.
Allora scusate se rubo una frase all’antimafia ma non ne trovo di migliori.

Conoscendo Solange, Fosca, Stefania e le altre persone con cui collaboriamo, mi viene proprio da dire… adesso, uccidetele tutte!

PS

Ogni tanto ci scriviamo con Fabio Piselli e altre persone nella nostra situazione. Un tempo con gli amici e amiche di penna ci scrivevamo “come stai? Come va con la tua ragazza?”.
Oggi invece siamo grandi, e i nostri discorsi sono “ciao… come pensi che ti uccideranno? Ma secondo te che data sceglieranno? Una data che fa tredici come somma? O undici?”
Fabio Piselli dice che lo uccideranno facendolo ritrovare in mezzo a un orgia di viados, per rendere degradante la sua morte.
A me invece una mia amica prevede una morte più romantica, annegato in una vasca di vernice verde, o schiantato in un roseto con la moto.
Certo è che una volta che uno sa leggere dietro alle righe dei telegiornali, diventa un’arma micidiale anche una trasmissione come un TG di Fede, o le trasmissioni di Vespa, ma in generale qualsiasi telegiornale nazionale… si rischia di morire per mano della televisione, e la regola del contrappasso sarebbe soddisfatta in pieno.
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aprile 19, 2008

Scoop Esplosione alla Roberto Cavalli

Ecco in anteprima da reale inviato sul posto (involontario e dato che ci lavoro oserei dire obbligato) , la notizia che circa un’ ora e mezza fa e’ avvenuta nei presi all’ azienda Roberto Cavalli una serie di forti esplosioni con relative altissime fiamme, la fabbrica adiacente alla ditta la Air Liquid del celebre Stilista tratta dei Conteiner di gas liquido sotto pressione, stesso gas che viene utilizzato per caricare i vari estintori bombole ossigeno ecc.

Sembra che nel sollevare uno di questi conteiner con una Gru quest’ ultimo si sia staccato e sia caduto rovinosamente al suolo innescando una serie di esplosioni e lingue di fuoco.

A dire della polizia sul luogo al momento non dovrebbero esserci le temute vittime (anche perche’ vista la dinamica erano probabili) ma sono ancora in atto sopraluoghi.

La ditta colpita tra l’ altro sembra stia traslocando proprio in virtu’ dell’ acquisto dell’ area da parte dello stesso Stilista in procinto di ingrandire ulteriormente l’ Azienda.

Uno dei motivi di fatti era proprio il pericolo di avere una tipologia di attivita’ di quel genere, adiacente ai numerosi uffici e reparti della Ditta Roberto Cavalli, sicuramente le norme di sicurezza difficilmente collimavano con le sempre piu’ severe emesse, e inoltre in caso di incidente piu’ grave vi lascio immaginare il numero delle vittime che si poteva venire a creare dati i numerosi dipendenti.

Per il momento il traffico e’ bloccato molti dei dipendenti si trovano ancora nelle vicinaze a distanza di sicurezza dato che hanno lasciato i loro oggeti (portafogli chiavi macchina) nell’ azienda durante la veloce fuga, cmq llo stato di allarme sembra essere cessato, ovviamente la zona non e’ facilmente praticabile dato la fitta coltre di fumo nero che si e’ propagata per diversi minuti insieme alle fiamme, i piu’ di una persona ha fatto notare che l’ aria aveva un sapore strano, e siccome ho sempre sentito dire caso mai un odore strano, e’ probabile che vi fossero anche varie sostanze labili.

per ora e’ tutto da Cainos I Lie I Cheat I Steal

Aggiornamento delle 19:00

Esplosione in un deposito di gas a Sesto Fiorentino: un ferito

Incendio ed esplosione in una azienda di gas liquido di Sesto Fiorentino, la Airliquid. L’incidente è avvenuto intorno alle 11. Un operaio sarebbe rimasto ustionato e un altro è in stato di choc.Per permettere le operazioni di soccorso il traffico nella zona industriale dell’Osmannoro, dove si trovano anche i punti vendita di Ikea e Metro, è stato bloccato.La sede principale dello stilista Roberto Cavalli è stata interessata dall’esplosione e dall’incendio nello stabilimento della Air Liquide di Sesto Fiorentino. La struttura di Cavalli confina con quella della Air Liquide.

«Temevamo che potesse accadere qualcosa di simile a quanto successo alla Thyssen Group di Torino. Ci siamo presi un bello spavento». Sono queste le parole che avrebbe detto ai medici uno dei feriti dell’incendio all’Air Liquide trasportati in ospedale.Le persone coinvolte nell’incidente che hanno avuto bisogno di cure mediche sono tre, nessuna è grave, e tutte verranno dimesse in giornata. Oltre all’autotrasportatore rimasto lievemente ustionato a un braccio e al volto e al dipendente della Air Liquide colto da malore, un’altra persona è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi di Firenze per leggeri problemi di respirazione.

Sul posto sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco provenienti da Firenze, Empoli, Pistoia e Prato e l’autobotte “chilolitrica” da 25 mila litri di acqua di stazza al vicino aeroporto di Peretola. «Il nostro intervento è stato tempestivo – dicono dal comando regionale toscano dei vigili del fuoco – ma anche le misure di sicurezza interne alle aziende coinvolte dall’esplosione e dall’incendio hanno funzionato bene». I vigili del fuoco, intanto, hanno spento tutti i focolai di incendio e stanno procedendo alla bonifica dell’area. Due i camion incendiati e distrutti. Alcune parti dei mezzi di trasporto sono volate a una distanza di 40 metri dal punto dove il gas ha preso fuoco. I tecnici dei pompieri ritengono che a scatenare la forte esplosione potrebbe essere stata la fuoriuscita da una piccola cisterna in esaurimento di residui gassosi entrati in contatto con il calore, che ha fatto da innesco, sprigionato da un camion in movimento.

credits: I Silenti

altre foto da La Nazione

aprile 18, 2008

Camorra, blitz a Caserta contro il clan dei Casalesi

A favorire l’operazione la collaborazione della moglie del boss Francesco Bidognetti
Le indagini condotte da carabinieri e polizia dal 2000, dopo l’omicidio di Luigi Petrella

<B>Camorra, blitz a Caserta<br>contro il clan dei Casalesi</B>

CASERTA – I carabinieri del comando provinciale di Caserta, la squadra mobile di Caserta e la Dia stanno eseguendo oltre 50 ordinanze di custodia cautelare contro esponenti del clan dei Casalesi, nell’ambito di un’operazione definita ‘Domizia’, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che si svolge nella zona compresa tra Castelvolturno e Villa Literno.

Nell’indagine sono coinvolti personaggi di spicco del clan camorristico – costituito dai gruppi Bidognetti e Tavoletta – indagati per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, porto e detenzione illegale di armi, traffico di sostanze stupefacenti e illecita concorrenza.

Decisiva ai fini dell’operazione, coordinata dalla Dia di Napoli, è stata la collaborazione con la giustizia della moglie del boss Francesco Bidognetti. Anna Carrino, 47 anni, da alcuni mesi sta collaborando con gli inquirenti. La moltiplicazione delle operazioni condotte con successo recentemente dalle forze dell’ ordine contro la potente organizzazione camorristica del casertano sarebbe stata resa possibile proprio dalle informazioni fornite dalla donna.

Le indagini sono state condotte da carabinieri e polizia e sono scattate agli inizi del 2000, dopo l’omicidio di Luigi Petrella, avvenuto a Castelvolturno (Caserta) alla fine del 1999. L’uomo fu ucciso perché erroneamente ritenuto dal clan dei casalesi responsabile della cattura da parte delle forze dell’ordine,del latitante Giuseppe Dell’Aversano, soprannominato ‘Peppe ‘o diavolo’.


(Repubblica , 17 aprile 2008)

aprile 17, 2008

Allarme DHMO: il killer incolore e inodore

Altre buone notizie per essere motivati a sostenere il prossimo V2-DAY !!!

AndreaTj

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dal blog Progetto Galileo

caution-dhmo.gifLa stampa scientifica continua a produrre dell’ottimo materiale per Progetto Galileo. In poche settimane di attività abbiamo accumulato un discreto numero di bufale, imprecisioni, spettacolarizzazioni improprie.

Ma ci siamo anche resi conto che per ogni argomento spettacolarizzato ed enfatizzato, spesso ce n’è uno completamente trascurato. E a volte si tratta di temi critici per la salute pubblica.

È il caso del DHMO. Sui quotidiani nazionali non è stata dedicata neanche una riga al problema, mentre il Web si è dimostrato ancora una volta un mezzo più flessibile e reattivo della carta stampata. Per una trattazione esauriente dei rischi connessi al contatto col DHMO vi rimando all’articolo di Dario Bressanini, che dà al problema il giusto risalto, pur evitando i toni allarmistici tipici di certa stampa. Inoltre, da tempo è presente una versione in italiano del sito della Dihydrogen Monoxide Research Division. Il sito originale è da anni un prezioso punto di riferimento per chiunque voglia difendersi da questa sostanza inodore e incolore, praticamente ubiquitaria, presente nelle falde acquifere e persino in bevande di larghissima diffusione: il diidrogeno monossido (H2O), nome comune: acqua.

Il fatto è che ci siamo cascati anche noi. Qualcuno (io, ad esempio) non ha associato la sigla “DHMO” all’acqua. Altri hanno pensato che dietro il sito DHMO.org ci fosse una delirante associazione di terroristi mediatici, dediti a diffondere assurde teorie complottiste.

Invece no. Dietro il DHMO c’è il Dr. Thomas Way, un interessante personaggio animato dal nobile proposito di «promuovere un consumo più cauto dell’informazione e un attivo scetticismo nei confronti di tutto ciò che leggiamo e ascoltiamo». Siamo riusciti ad estorcere a Thomas Way una breve intervista semiseria, che proponiamo di seguito.

Progetto Galileo: Ciao Tom! Ho letto il tuo sito sul DHMO e visto che sei un esperto, ti chiedo un piccolo consulto. Ieri ha preso a piovere all’improvviso, ero senza ombrello e oggi ho un brutto raffreddore. Pensi che il DHMO possa essere la causa?

Thomas Way: Certo, il DHMO è sicuramente presente nella pioggia. Infatti ne è il componente principale!

PG: OK, a parte lo scherzo, in quanti si sono bevuti “l’allarme DHMO”?

TW: Credo che l’1-2% non si renda conto di quello che sta leggendo e si allarma.

PG: Hai scritto* che il progetto DHMO.org ha avuto all’inizio una funzione essenzialmente “terapeutica”. Immagino che sentissi l’esigenza di “curarti” dagli effetti tossici della stampa sensazionalistica. Scrivi poi che lo scopo più importante è di promuovere un attivo scetticismo nei confronti dell’informazione che consumiamo. Come sei arrivato a questa consapevolezza?

TW: Sono stato un mago professionista e ho sviluppato un naturale scetticismo, per me è stato facile sviluppare scetticismo nei confronti di tutte le forme di informazione e comunicazione.

PG: Il sensazionalismo e l’allarmismo dei media ci stanno assuefacendo conducendoci all’indifferenza. Il nostro scetticismo è fuori allenamento. Quali sono i sintomi?

TW: La religione l’estremismo politico sono i sintomi principali. Ogni volta che spegniamo la parte razionale del nostro cervello e scegliamo di “credere alle cose per fede”, dovrebbe scattare un allarme rosso, perché non stiamo usando il nostro cervello adeguatamente.

PG: Leggendo DHMO.org ho avuto l’impressione che tu abbia applicato uno schema, un approccio simile a quello correntemente usato dai media per “creare il caso”. Puoi svelarci i trucchi, in modo da aiutarci a riconoscerli facilmente?

TW: Non ho una lista. Li riconosco quando li vedo applicati. (N.d.R.: invece Dario Bressanini è molto esplicativo a riguardo, vi rimando quindi al suo articolo di oggi).

PG: Percepisci i media come un rischio o come un’opportunità?

TW: Entrambe le cose. Senza dei media attenti sarebbe troppo facile far passare inosservate certe ingiustizie. Ma dei media sciatti, come buona parte di quelli attuali, possono dare soltanto cattivi frutti. E la prova di ciò ci guarda in faccia proprio adesso, almeno negli Stati Uniti, con le pietose condizioni dell’economia, dell’educazione e molte altre aree delle nostre vite.

PG: La generazione dell’”Uomo dell’anno 2006” sta passando alla storia per il fatto di produrre attivamente i contenuti, anziché limitarsi a consumarli passivamente. Sta cambiando qualcosa?

TW: Internet, ovviamente, permette a chiunque di presentare al pubblico ogni vecchia storia, vero a falsa che sia.

PG: Tornando al tuo progetto, vuoi dirmi se ha avuto qualche inaspettato “effetto collaterale” ?

TW: Il sito è stato ideato per divertimento, ma è presto diventato uno strumento educativo, per insegnare agli studenti a pensare e leggere criticamente. Questo è stato il più inaspettato e piacevole effetto collaterale.

Andrea Ferrigno

* Il trucco è svelato su “press kit“: digitate senza timore nome utente (press) e password (press). E mi raccomando: acqua in bocca!

“Liberi di Informare” chiude

Scrivo qui riguardo la libera informazione, che spesso non è semplice fare neanche con internet ed i blog.

Soprattutto in questo paese, sopattutto ora dopo queste elezioni, soprattutto in Sicilia, dove c’è tanta voglia di cambiare, ma c’è tanta paura di non poterlo fare.

Leggete e date un sostegno a questo giovanissimo blogger.

AndreaTj

scurto roberto.jpg

Mi chiamo Roberto, ho 21 anni e sono di Alcamo (Trapani). Sono uno studente di Economia Aziendale. Studio a Milano in Bocconi ma tranquilli non sono un fighetto. Che ci fa un bocconiano a scrivere su un blog che non parli di economia? Non lo so, chiamatelo senso civico o cittadinanza attiva. Non faccio il giornalista ma mi limito a pubblicizzare notizie scomode e a fare qualche proposta per migliorare la mia città. Il mio blog serve solo a questo e non becco un centesimo. Cosa odio: la censura, la mentalità chiusa e le resistenze al cambiamento. Molti sono convinti che io sia di destra, altri di sinistra, altri ancora che sia solo un rompicoglioni. Fate voi! Ho riscosso un bel po’ di successo, ma forse sono di più le antipatie, con i miei video satirici sulla politica alcamese caricati su YouTube percependo però nei miei coetanei una grande voglia di cambiamento e di spirito critico. Scrivo anche su Alcamo.it , che mi permette di stare vicino ai miei concittadini che, come me, non vogliono spegnere il cervello. Che farò nella vita non lo so, ma non starò fermo a guardare la distruzione dei sogni di noi giovani.

Cari amici e amiche

che seguite, leggete e commentate questo blog

un saluto di cuore, per l’ultima volta…

Il blog LIBERI DI INFORMARE chiude e non verrà più aggiornato, per la gioia di numerose persone e con la tristezza di altri liberi cittadini, in primis la mia. E’ stato bello quest’ anno e qualche mese da blogger ma la società civile (in primis parte di quella alcamese) non è ancora pronta per questo genere di iniziative libere e non controllabili da nessuno.

Mollo, mi dispiace, proprio ora che il mio blog ha raggiunto l’apice delle visite e una discreta fama che ha varcato anche i confini regionali. Solo ieri, 15 aprile 2008, sono state visitate 760 pagine in occasione delle elezioni politiche e regionali in Sicilia.

Le condizioni per continuare purtroppo non ci sono più e non dipendono da me.

Non cancellerò il database e gli archivi, che resteranno on line come fonte ricca di preziose informazioni per chiunque in futuro avesse voglia di intraprendere un cammino simile al mio. Qualcuno ad Alcamo si sta già muovendo e lascia ben sperare.

Non voglio diventare patetico e quindi confermo che la decisione è irrevocabile.

A breve si concluderà anche la mia collaborazione con la community di Alcamo.it

Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno sostenuto, mandato centinaia e centinaia di mail, e dimostrato tutta la loro stima. Grazie veramente.

Cordiali Saluti

16 aprile 2008

Roberto Scurto, alcamese di 21 anni.

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