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giugno 18, 2008

Pressioni ed intimidazioni al blogger? Sentiamo cosa dice lui: Paolo Franceschetti

Alcune considerazioni sui fatti di questi giorni e sul blocco dell’attività del blog (Paolo Franceschetti’s blog NDR)
Come molti sanno, per tutto il mese di giugno non pubblicheremo più alcun articolo perchè a seguito delle continue minacce alla mia famiglia sono stato costretto a prendere una pausa di riflessione e Solange si è accodata a questa mia decisione.
Voglio fare alcune considerazioni in merito a questa situazione e fare il punto della situazione. Perdonate eventuali errori di ortografia e grammatica, ma non mi metterò a ricorreggere il testo.

Primo. E’ vero. La mia famiglia è sotto minaccia. Ma paradossalmente non è questo il problema. In passato siamo stati continuamente minacciati. Cosa ben più grave hanno cercato di farci fuori più volte. Almeno due volte a testa, me e Solange. Dico “almeno” perché ci sono altre situazioni (come quella relativa al giorno in cui trovai Solange prova di sensi e avvelenata) in cui non abbiamo capito se volessero uccidere, intimidire, o fare altro.
Il punto è che finché ti minacciano non c’è pericolo. Tanto è vero che quando hanno cercato di ammazzarci, non abbiamo avuto nessun presentimento. Nessuna minaccia. Io in particolare vivevo un periodo tranquillo e pensavo di essermi lasciato alle spalle l’incubo della massoneria, degli intrighi, dei sospetti, ecc…
Invece, senza preavviso…i sabotaggi alle moto a settembre del 2007 da cui ci salvammo per miracolo.
Quando il 2 gennaio di quest’anno tentarono di farmi la pelle, solo il preventivo avvertimento e intervento della Carlizzi mi salvò, perché lei molto più esperta di me in queste cose, ci chiamò apposta per avvertirci. Pur non avendo ricevuto minacce o altro, mi disse che oramai la mia vita era a termine, perché avevo commesso il peccato più grave che potessi commettere: rivelare i segreti della Rosa Rossa. Mi avvertì il 24 dicembre (una vigilia di natale che non scorderò facilmente); e il 2 gennaio successivo infatti scampai per un pelo alla morte in un albergo di Modena.
Per anni invece abbiamo subito minacce e intimidazioni varie. Ma la nostra vita non era in pericolo e ce ne rendevamo conto.
Lo è stata nei momenti in cui tutto pareva calmo.
Se quindi ora minacciano la mia famiglia, credo che questo sia un indizio che il pericolo non è immediato. Fabio Piselli mi correggerà se sbaglio… tanto siamo nel campo delle supposizioni e nessuno in questo campo ha la verità rivelata.

Lo scopo di queste manovre è quello di destabilizzare, far perdere le staffe ai miei, farmi litigare con loro, probabilmente creare problemi a me e Solange e dividerci. Come ha detto il mio amico Augusto, il primo che ha inquadrato la situazione: “vogliono distruggerti psicologicamente, perchè la distruzione psicologica, allo stato delle cose, per loro è meglio della morte”.

Io quindi non posso decidere se continuare o no a svolgere questa attività e occuparmi di queste cose.

Ma sia chiaro. Il problema non è che “non posso mettere a rischio la vita dei miei familiari”.
Per me la mia vita e quella dei miei familiari hanno lo stesso valore della vita di qualsiasi altra persona. Le persone che tutelo, i morti a cui cerco di dare voce, le persone che vorrei si salvassero grazie alla nostra attività, il problema dei bambini massacrati e della strage di donne extracomunitarie che stiamo cercando di portare alla luce con Fosca, con quelli di Comedonchisciotte e Disinformazione, e con altri, valgono quanto me, quanto i miei fratelli, quanto i miei genitori.
Il problema però è che non posso decidere io, quali persone possono rischiare per la causa che combatto. Non posso decidere io se è importante proseguire e mettere a rischio i miei, oppure fermarmi. Perché domani grazie alla scelta che ho fatto, potrebbero uccidere un mio fratello o una mia nipote; e non sta a me decidere se questo è giusto o no.
Lo fanno, lo hanno fatto mille volte, questi poteri occulti che diventano palesi quando approfondisci un po’ il sistema.
Lo hanno fatto con Clementina Forleo, uccidendole i genitori. Lo hanno fatto con il giudice Imposimato, uccidendogli il fratello. Lo hanno fatto con magistrati meno conosciuti che non sono mai apparsi nelle cronache, come quel magistrato di Bari che l’anno scorso si stava occupando di una strage di donne in Puglia, un vero e proprio femminicidio; prima hanno tentato di ucciderlo, poi gli hanno gambizzato la ex moglie. Ma i media hanno ritenuto che la notizia non fosse interessante. Qualche centinaio di donne uccise ad opera di colletti bianchi, e un organizzazione criminale diffusa in diverse regioni, non meritano gli onori della cronaca. Anche il tentato omicidio di un giudice ad opera della sua scorta non è notizia degna di passare al telegiornale o su un quotidiano, perché c’è il rischio che poi qualcuno troppo curioso capisca che dietro a questi fatti ci sono dei politici di livello nazionale.
Lo hanno fatto con persone meno conosciute e meno note, come col mio amico Ciro, cui hanno ucciso due fratelli. Ma in fondo per i media non era importante riportare la notizia. Era “solo” un omicidio di camorra.
Lo fanno continuamente. Quindi è inutile nascondersi. Possono fare qualsiasi cosa anche alla mia famiglia.

Io in realtà non credo che fermarmi possa salvare né me né la mia famiglia, come giustamente ha scritto anche un lettore, in un commento all’articolo precedente.

In una situazione del genere non c’è niente da fare. Nulla possono fare le istituzioni; anzi, come ha detto la Forleo, i pericoli vengono proprio dalle istituzioni.
Non possono fare nulla i giornalisti eroi dell’antimafia, perché pare che oltre alla mafia, per loro, non esista altro.
Nulla potete fare voi lettori. Quello che si poteva fare è stato fatto.
Hanno contribuito a tenerci in vita fino ad oggi le diffusione delle riviste che riprendono i nostri articoli (disinformazione e comedonchiosiotte soprattutto) l’avere tante persone che ci hanno aiutato, a partire da Stefania Nicoletti, che si è anche subita “gli attacchi” indesiderati (ma previsti) di determinate persone, subito dopo il suo articolo su Pasolini.
E ovviamente c’è voluta molta fortuna, il giorno in cui ci hanno confezionato degli “incidenti” ad hoc.
Sono attacchi, minacce, e intimidazioni, contro cui non c’è possibilità di chiedere aiuto a nessuno, perché appunto, i pericoli vengono proprio dallo stato, sono eseguiti da persone pagate con i nostri soldi, e che poi magari indagheranno sulla denuncia che andremo a sporgere. E soprattutto perché sono attacchi così raffinati, e fatti in modo così subdolo, che raramente lasciano tracce, rendendo quindi difficile anche fare una normale denuncia, a meno che non si voglia rischiare di essere presi per pazzi o visionari. Sono queste “le menti raffinatissime” di cui parlava Falcone.
Sono menti raffinatissime che fanno annualmente centinaia di morti, la maggior parte suicidi o in incidenti stradali, oppure in incidenti aerei come quello recentissimo del Lago di Bracciano.

Ci sono, per come la vedo io, diverse altre armi; internet, una diffusione sempre maggiore della consapevolezza a tutti i livelli, ma soprattutto un’arma. Quella di avere una forte spiritualità e una forte fede, quale che essa sia, che porti a considerare ogni vita alla pari delle altre; e che consideri il lavoro e i beni materiali, come un semplice mezzo, uno dei tanti, per attraversare questa vita.
Per ora è grazie a queste convinzioni che siamo arrivati sin qui e avevamo superato indenni minacce, attentati, tentativi insidiosi di rovinarci economicamente e psicologicamente, di dividerci e farci litigare.
E’ grazie al vacillare di queste convinzioni tra le persone attorno a me, ora, che ci ritroviamo in un punto di stasi, di fronte ad una crisi familiare e nell’incertezza sul cosa fare.
D’altronde, sapevo che sarebbe successo, e anche io mi sono sempre domandato quale sarebbe stato il mio punto di rottura, visto che tutti ne abbiamo uno.
L’importante, comunque vada, è che certe informazioni vengano riprese, diffuse, e perfezionate da altri

Per molti anni ancora la maggior delle cose che abbiamo detto saranno considerate una follia, roba da visionari. Ma fra qualche decennio il sistema verrà allo scoperto perché oramai ha troppi punti deboli perché regga ancora a lungo. E’ un sistema che ha fatto troppi morti. E la recita di alcuni politici che fanno finta di essere l’uno contro l’altro, ma che sono assolutamente rose dello stesso roseto, è troppo palese perché anche la gente comune non inizi a capire che ci stanno prendendo in giro da diversi punti di vista.

A chi mi dice “come puoi essere così egoista da far correre rischi simili alla tua famiglia”, rispondo due cose. Prima di tutto che il concetto di egoista è quanto meno inappropriato quando è detto da chi, con questa frase, sottintende che dovrei starmene zitto di fronte a simili vergogne.
In secondo luogo non avrei mai immaginato un sistema del genere. Mai. All’inizio pensavo “semplicemente” di aiutare una persona in difficoltà giudiziarie. E siccome faccio l’avvocato, non il macellaio o il panettiere, e siccome ho una famiglia che, seppure in attuale crisi spirituale, mi ha sempre insegnato ad occuparmi degli altri, e principalmente di quelli di cui non si occupa nessuno, mi era sembrato giusto non tirarmi indietro.

Piano piano è venuto fuori questo sistema folle, di cui il padre della mia amica Solange era un esponente di spicco; un sistema che quindi abbiamo potuto conoscere da una posizione di privilegio, essendo questo padre nientemeno che nella Rosa Rossa, ed avendo lasciato alla figlia abbastanza documenti da ricostruire il sistema nella sua interezza, quando capì che lo avrebbero ammazzato.

A chi mi dice di diffondere di più queste cose e queste minacce rispondo così.
Che rispetto alle altre migliaia di vittime di queste situazioni in tutta Italia, noi siamo sempre fortunati. Perché con questo blog abbiamo avuto il massimo della diffusione possibile. Infatti a nessun giornalista di livello nazionale o locale queste informazioni interessano, dato che – perlomeno con riferimento ai giornalisti famosi che compaiono sempre in TV e giornali – queste cose le sanno già.
Voglio fare questo esempio.
Da anni la dottoressa Anna Fubini, psicoterapeuta, si occupa di abusi sui minori, torture, e stragi. La dottoressa sa bene che fine fanno i 1000 bambini l’anno che secondo la polizia scompaiono ogni anno. Sa anche dove finiscono quelli che non vengono citati nelle statistiche ufficiali perché non verranno mai denunciati. Da anni mette tutte le sue ricerche in un sito incasinatissimo e quasi illeggibile, ma che dice delle cose terribili. Ha fatto anche delle denunce in varie procure.
La dottoressa vive e lavora a Torino.
Pensate che a qualcuno tutto questo interessi? Pensate che molti famosi giornalisti che vivono da quelle parti, ad esempio, e spesso si scagliano contro il bavaglio attuale dell’informazione, non sappiano tutto questo?
Si, lo sanno, ma il punto è che sono pagati per non passare queste notizie. Non sono pagati per trovare e poi divulgare le notizie ma sono retribuiti maggiormente per non passare determinate notizie.
Sono pagati per non dare voce alle centinaia di bambini uccisi in modo atroce. Per non dare voce alle centinaia di donne extracomunitarie senza permesso di soggiorno che muoiono negli snuff movies per mano di organizzazioni criminali che operano dalla Puglia al Veneto, su tutta la riviera adriatica. Perché quando scateni una guerra e fai milioni di morti oramai la gente si è abituata. Quando parli di Schifani amico di mafiosi è come sparare sulla Croce Rossa e oramai non ci fa caso nessuno e la destra non perde certo voti per questo (tanto la sinistra schiera persone con un passato e un presente anche peggiore, solo che meno divulgato). Ma se si dicesse che fine fanno i bambini e le donne uccise la gente non reggerebbe e ci sarebbe una rivolta. Si rivolterebbe anche la mafia di fronte a questo scempio (e in effetti a modo suo si è rivoltata, sotto il silenzio dei media ovviamente).
Questi giornalisti sono pagati poi per non dare voce alla famiglia del mio amico Ciro e ai suoi due fratelli uccisi, per non dar voce alle persone che da qualche anno oramai cerchiamo di tutelare e che si rivolgono al nostro studio dicendo “nessuno mi aiuta… perché nessuno crede a quello che dico e in procura mi spariscono i fascicoli e le minacce provenivano dagli inquirenti”.

Quindi qualunque sia la fine che farò, io sono stato fortunato, perché perlomeno la mia morte sarà stata utile a qualcuno e sono perfettamente consapevole della fine che farò. E perché io e la mia famiglia una voce l’abbiamo avuta.

Paradossalmente abbiamo avuto più voce noi di persone come De Magistris e la Forleo. Perché loro sono stati ridotti al silenzio e non possono far sapere quotidianamente, come noi, quello che ci succede; non possono essere utili ad altri, e la sostanza delle loro coraggiose inchieste verrà affossata da qualche loro collega che provvederà ad archiviare tutto.
Quindi ecco.
Rispondo che la cosa, dal canto nostro, è stata divulgata. Anche perché è stata divulgata correttamente e in modo completo, a differenza dei casi che arrivano ai media nazionali, ove la notizia è regolarmente manipolata.
E di più, allo stato attuale dell’informazione, e della giustizia, non si poteva fare.

**********

Non so quindi che decisione prenderò. Per caso mi sono ritrovato in questo incubo. Un po’ per caso e un po’ per fortuna ho capito un sistema che è fuori da ogni possibile immaginazione. Ora, con i miei familiari ci siamo dati un mese per riflettere. E sono sicuro che il destino mi sbroglierà questa situazione, in cui mi ha messo senza che lo volessi.

La decisione sul cosa fare in futuro, non spetta a me ma spetta alla mia famiglia al mio completo.

Mia madre (che ha insegnato anni religione, e ha sempre praticato la sua fede in modo coerente fino in fondo, in molte occasioni, dimostrandolo ancora una volta) mi ha detto “io ho 71 anni. In fondo non mi importa nulla. Tu fai quello che ritieni giusto, ma parlane con i tuoi fratelli”.

Mio padre, che inizialmente mi aveva sempre appoggiato addirittura spigendomi ad aiutare Solange quando io non volevo più aiutarla e invitandomi a rimanere con lei a casa quando dovevo cambiare, ora invece è preso da una comprensibile ansia, e ha cambiato completamente posizione ritenendo che la soluzione possa venire dal fermarmi e cambiare lavoro. Dobbiamo aspettare la fine del mese per sapere la sua decisione, come ci ha consigliato un prete che da anni è il mio consigliere spirituale.
E visto che mio padre in questo periodo non è molto incline al dialogo, vorrei ricordargli, quando dice “come hai potuto metterci in questo casino” che non potrò mai scordare quando avevo circa dieci anni e lui tornò a casa raccontando che aveva preso in auto un autostoppista che aveva palesemente dei problemi, e a causa di ciò era stato seguito da alcuni delinquenti. Alla domanda “perchè l’hai fatto se hai capito subito che questa persona aveva diversi problemi?” rispose “perché ho capito che altrimenti non l’avrebbe caricata nessuno”. E quando ero piccolo i miei mi dicevano sempre “non giocare con chi ha tanti amici, gioca con coloro che sono rifiutati dagli altri; aiuta le persone che nessuno vuole aiutare”.
Preso dall’ansia deve essergli sfuggito che, se io ho caricato nella mia vita una persona che non voleva caricare nessuno, ciò non è dovuto al fatto che sono impazzito. Ho solo giocato con una persona con cui nessuno voleva giocare, e nessuno aveva capito quanto era pericoloso questo gioco. Successivamente ne sono venute altre tutte con problemi analoghi e ora ce le carichiamo io e Solange insieme.
Mio fratello Andrea, dopo le minacce e intimidazioni, è rimasto tranquillo, e mi ha mandato un sms esplicito, invitandomi a stare calmo, dicendo che tanto se lo intimidiscono vuole dire che non vogliono ucciderlo, e aggiungendo: “fai quello ritieni giusto Paolino. Noi ti appoggiamo comunque…. Credo”. In fondo lui è stato sempre il più saggio della casa, e quel “credo” è la dimostrazione del suo carattere ironico ed equilibrato.
Mia sorella Lucia che vive in Germania ancora deve pronunciarsi ufficialmente. Ma mi ha detto che mi verrà a trovare nei prossimi giorni, perché capisce che forse non c’è più tutto questo tempo a disposizione per vedersi. E anche questo, in fondo è il modo più equilibrato di affrontare la situazione.
Con mio fratello Mario dovrò discutere nei prossimi giorni.

Agli inizi del mese di Luglio scriverò su questo blog la decisione dei miei e cercherò di rispettarla. Non so neanche se continuerò a fare l’avvocato, in futuro.
Qualunque lavoro faccia – per dare ai miei l’illusione di essere al sicuro – la mia vita è oramai segnata. Non fosse altro perché avrò sempre dentro di me le immagini dei bambini torturati per gli snuff movies, la dolcezza e la tranquillità della dottoressa Fubini che vive da decenni in mezzo a questo orrori nell’indifferenza delle istituzioni e che cerca invano qualcuno che la possa aiutare, ma che continua senza sosta comunque a curare i pazienti abusati da sette sataniche, sfuggiti alla tortura, e alla morte ad opera di persone delle istituzioni; avrò sempre le immagini di Fosca che cerca di portare alla luce il femminicidio in Italia e le immagini e le voci di tutte le altre persone che abbiamo cercato di aiutare in questi anni.
E quando si vive in mezzo a questi orrori, la differenza tra la vita e la morte diventa sottile, perché non riesci a vivere se non accetti la morte come parte integrante della vita.
Per me quindi, non fa differenza tra vivere e morire. E comunque so per certo che vivere o morire non è un destino che dipende solo dalla Rosa Rossa, ma da entità superiori e più potenti persino di loro, come dimostra il fatto che sono arrivato vivo alla data di oggi. Mi dispiace solo che la stessa certezza non ce l’abbiano tutti i miei familiari.
Quanto al lavoro che ho fatto lo porteranno comunque avanti altre persone; quelli di Comedonchisciotte, Disinformazione, Solange, Fosca, Stefania, e altri.
Allora scusate se rubo una frase all’antimafia ma non ne trovo di migliori.

Conoscendo Solange, Fosca, Stefania e le altre persone con cui collaboriamo, mi viene proprio da dire… adesso, uccidetele tutte!

PS

Ogni tanto ci scriviamo con Fabio Piselli e altre persone nella nostra situazione. Un tempo con gli amici e amiche di penna ci scrivevamo “come stai? Come va con la tua ragazza?”.
Oggi invece siamo grandi, e i nostri discorsi sono “ciao… come pensi che ti uccideranno? Ma secondo te che data sceglieranno? Una data che fa tredici come somma? O undici?”
Fabio Piselli dice che lo uccideranno facendolo ritrovare in mezzo a un orgia di viados, per rendere degradante la sua morte.
A me invece una mia amica prevede una morte più romantica, annegato in una vasca di vernice verde, o schiantato in un roseto con la moto.
Certo è che una volta che uno sa leggere dietro alle righe dei telegiornali, diventa un’arma micidiale anche una trasmissione come un TG di Fede, o le trasmissioni di Vespa, ma in generale qualsiasi telegiornale nazionale… si rischia di morire per mano della televisione, e la regola del contrappasso sarebbe soddisfatta in pieno.
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aprile 16, 2008

IL SINDACO DI FIRENZE QUERELA WIKIPEDIA ?

WEB

Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e l’assessore comunale Graziano Cioni, hanno dato mandato di querelare per diffamazione e calunnia Wikipedia, per alcune frasi riportate in una voce e ora rimosse dal sito. Potrebbe essere presto identificato l’utente che le ha inserite, sul quale rischiano di ricadere tutte le responabilità.

La notizia ha fatto scalpore in rete nell’ultimo fine di settimana: il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e l’assessore comunale Graziano Cioni, hanno dato mandato di querelare per diffamazione e calunnia Wikipedia, la celebre “enciclopedia 2.0”. Il motivo: una falsità già circolata in passato e che aveva portato a una condanna e a un rinvio a giudizio. Le frasi incriminate sono ora sparite dalla rete, mentre l’enciclopedia libera, che non effettua un controllo preventivo sui contenuti inseriti, ricorda che grazie all’indirizzo Ip è possibile risalire all’autore che ha modificato la voce.
Forse la mossa ha sortito gli effetti sperati, dal momento che nessuna denuncia sembra essere ancora stata ricevuta, stando a fonti di Wikimedia Italia. Questa potrebbe essere deviata sull’utente che ha riportato la calunnia. La tastiera dalla quale le frasi sono state battute sembra già essere stata identificata: è uno dei computer comuni della Biblioteca di documentazione pedagogica di Via Buonarroti a Firenze. Se, come è previsto dalle norme al riguardo, la biblioteca chiede l’identità a chi utilizza i computer collegati alla rete non dovrebbe essere difficile risalire all’autore, al quale, secondo le regole di Wikipedia, spetta “la responsabilità civile e penale”. Non è la prima volta che Wikipedia riceve denunce per diffamazione in Italia. Massimo Del Papa, firma de “Il Mucchio”, aveva scelto a maggio la via legale per informazioni calunniose sul suo conto.

Federico Ravera

aprile 8, 2008

Morti bianche sul lavoro. Giustizia è fatta… o forse no.

Fermo, 5 aprile 2008

Dipende dai punti di vista. Non sembrerebbe dalla rabbia di Graziella Marota, la madre di Andrea Gagliardoni, l’operaio elpidiense di 24 anni morto in incidente sul lavoro. E’ accaduto di tutto ieri, prima, durante e dopo l’udienza davanti al giudice del tribunale, Ruggiero Dicuonzo. I primi attimi di tensione ci sono stati quando in tribunale è comparso Mario Guglielmi, il 58enne di Schio (Vicenza) legale rappresentante della ditta costruttrice del macchinario che provocò la morte del giovane. L’atteggiamento non proprio ortodosso dell’uomo ha fatto scattare l’immediata reazione dei familiari del ragazzo. Il padre Marcello Gagliardoni e la sorella sono riusciti a mantenere un atteggiamento più distaccato, mentre la madre si è allontanata in lacrime.

Quando nel corso dell’udienza il pm Antonio Bartolozzi ha illustrato i termini del patteggiamento per i due imputati, è scoppiato il putiferio e la Marota ha manifestato tutta la sua rabbia. Il giudice Dicuonzo, pur premettendo di non volere interferire con l’operato della pubblica accusa, ha specificato che avrebbe preferito un accordo che prevedesse una pena non inferiore ai 12 mesi. Dal canto suo, il pm ha sottolineato l’atteggiamento collaborativo dell’altro imputato, Giuseppe Bonifazi, il 46enne di Magliano di Tenna titolare della Asoplast, la ditta di Ortezzano in cui quasi due anni fa si consumò la tragedia. Il processo si è concluso con un patteggiamento di otto mesi per entrambi gli imputati difesi dagli avvocati Massimo Spina, Daniele Bacalini e Alfredo Tacchetti.

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/fermo/2008/04/05/78109-sfogo_della_madre_gagliardoni.shtml

aprile 2, 2008

Manifestazioni spontanee per Pino Masciari in tutta Italia !!

Da domani alle 15.00, a Torino, in piazza Castello davanti alla Prefettura, ci sarà un nostro presidio permanente, 24 ore su 24, a sostegno di Pino Masciari.

In questo momento all’iniziativa hanno aderito anche Bari e La Spezia. Chiediamo anche agli altri gruppi di aderire, domani o nei prossimi giorni, al più presto.

Molti non hanno ancora capito che questa battaglia va ben al di là della solidarietà a questo cittadino onesto.

E’ una battaglia per la legalità nel senso più ampio. Ci si ostina a combattere la mafia istituendo commissioni apposite e arrestando ogni tanto qualche capo cosca, che viene puntualmente sostituito da altri, al vertice della piramide mafiosa.

Ma ciò che va contrastato è l’espandersi della base di tale piramide e questo si può fare soltanto esaltando gli esempi di onestà, soprattutto in quelle regioni dove la pressione e gli
allettamenti della criminalità organizzata sono più presenti.

Come premio per il suo coraggio e la sua onestà Pino ha subito un confino di 11 anni. Questo non è giusto. Se siamo qui per combattere l’ingiustizia e la disonestà, in questi giorni è importante stare al fianco di Pino e Marisa Masciari in ogni modo.

Questa vicenda DEVE finire bene, come primo passo per ripristinare la legalità in questo Paese.

Alissa
Amici di Pino Masciari

Contatti:
www.pinomasciari.it
pinomasciari@gmail.com

Davide Mattiello 3488079996
Roberto Laddaga 3475129117

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