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aprile 18, 2008

Camorra, blitz a Caserta contro il clan dei Casalesi

A favorire l’operazione la collaborazione della moglie del boss Francesco Bidognetti
Le indagini condotte da carabinieri e polizia dal 2000, dopo l’omicidio di Luigi Petrella

<B>Camorra, blitz a Caserta<br>contro il clan dei Casalesi</B>

CASERTA – I carabinieri del comando provinciale di Caserta, la squadra mobile di Caserta e la Dia stanno eseguendo oltre 50 ordinanze di custodia cautelare contro esponenti del clan dei Casalesi, nell’ambito di un’operazione definita ‘Domizia’, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che si svolge nella zona compresa tra Castelvolturno e Villa Literno.

Nell’indagine sono coinvolti personaggi di spicco del clan camorristico – costituito dai gruppi Bidognetti e Tavoletta – indagati per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, porto e detenzione illegale di armi, traffico di sostanze stupefacenti e illecita concorrenza.

Decisiva ai fini dell’operazione, coordinata dalla Dia di Napoli, è stata la collaborazione con la giustizia della moglie del boss Francesco Bidognetti. Anna Carrino, 47 anni, da alcuni mesi sta collaborando con gli inquirenti. La moltiplicazione delle operazioni condotte con successo recentemente dalle forze dell’ ordine contro la potente organizzazione camorristica del casertano sarebbe stata resa possibile proprio dalle informazioni fornite dalla donna.

Le indagini sono state condotte da carabinieri e polizia e sono scattate agli inizi del 2000, dopo l’omicidio di Luigi Petrella, avvenuto a Castelvolturno (Caserta) alla fine del 1999. L’uomo fu ucciso perché erroneamente ritenuto dal clan dei casalesi responsabile della cattura da parte delle forze dell’ordine,del latitante Giuseppe Dell’Aversano, soprannominato ‘Peppe ‘o diavolo’.


(Repubblica , 17 aprile 2008)

aprile 17, 2008

Allarme DHMO: il killer incolore e inodore

Altre buone notizie per essere motivati a sostenere il prossimo V2-DAY !!!

AndreaTj

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dal blog Progetto Galileo

caution-dhmo.gifLa stampa scientifica continua a produrre dell’ottimo materiale per Progetto Galileo. In poche settimane di attività abbiamo accumulato un discreto numero di bufale, imprecisioni, spettacolarizzazioni improprie.

Ma ci siamo anche resi conto che per ogni argomento spettacolarizzato ed enfatizzato, spesso ce n’è uno completamente trascurato. E a volte si tratta di temi critici per la salute pubblica.

È il caso del DHMO. Sui quotidiani nazionali non è stata dedicata neanche una riga al problema, mentre il Web si è dimostrato ancora una volta un mezzo più flessibile e reattivo della carta stampata. Per una trattazione esauriente dei rischi connessi al contatto col DHMO vi rimando all’articolo di Dario Bressanini, che dà al problema il giusto risalto, pur evitando i toni allarmistici tipici di certa stampa. Inoltre, da tempo è presente una versione in italiano del sito della Dihydrogen Monoxide Research Division. Il sito originale è da anni un prezioso punto di riferimento per chiunque voglia difendersi da questa sostanza inodore e incolore, praticamente ubiquitaria, presente nelle falde acquifere e persino in bevande di larghissima diffusione: il diidrogeno monossido (H2O), nome comune: acqua.

Il fatto è che ci siamo cascati anche noi. Qualcuno (io, ad esempio) non ha associato la sigla “DHMO” all’acqua. Altri hanno pensato che dietro il sito DHMO.org ci fosse una delirante associazione di terroristi mediatici, dediti a diffondere assurde teorie complottiste.

Invece no. Dietro il DHMO c’è il Dr. Thomas Way, un interessante personaggio animato dal nobile proposito di «promuovere un consumo più cauto dell’informazione e un attivo scetticismo nei confronti di tutto ciò che leggiamo e ascoltiamo». Siamo riusciti ad estorcere a Thomas Way una breve intervista semiseria, che proponiamo di seguito.

Progetto Galileo: Ciao Tom! Ho letto il tuo sito sul DHMO e visto che sei un esperto, ti chiedo un piccolo consulto. Ieri ha preso a piovere all’improvviso, ero senza ombrello e oggi ho un brutto raffreddore. Pensi che il DHMO possa essere la causa?

Thomas Way: Certo, il DHMO è sicuramente presente nella pioggia. Infatti ne è il componente principale!

PG: OK, a parte lo scherzo, in quanti si sono bevuti “l’allarme DHMO”?

TW: Credo che l’1-2% non si renda conto di quello che sta leggendo e si allarma.

PG: Hai scritto* che il progetto DHMO.org ha avuto all’inizio una funzione essenzialmente “terapeutica”. Immagino che sentissi l’esigenza di “curarti” dagli effetti tossici della stampa sensazionalistica. Scrivi poi che lo scopo più importante è di promuovere un attivo scetticismo nei confronti dell’informazione che consumiamo. Come sei arrivato a questa consapevolezza?

TW: Sono stato un mago professionista e ho sviluppato un naturale scetticismo, per me è stato facile sviluppare scetticismo nei confronti di tutte le forme di informazione e comunicazione.

PG: Il sensazionalismo e l’allarmismo dei media ci stanno assuefacendo conducendoci all’indifferenza. Il nostro scetticismo è fuori allenamento. Quali sono i sintomi?

TW: La religione l’estremismo politico sono i sintomi principali. Ogni volta che spegniamo la parte razionale del nostro cervello e scegliamo di “credere alle cose per fede”, dovrebbe scattare un allarme rosso, perché non stiamo usando il nostro cervello adeguatamente.

PG: Leggendo DHMO.org ho avuto l’impressione che tu abbia applicato uno schema, un approccio simile a quello correntemente usato dai media per “creare il caso”. Puoi svelarci i trucchi, in modo da aiutarci a riconoscerli facilmente?

TW: Non ho una lista. Li riconosco quando li vedo applicati. (N.d.R.: invece Dario Bressanini è molto esplicativo a riguardo, vi rimando quindi al suo articolo di oggi).

PG: Percepisci i media come un rischio o come un’opportunità?

TW: Entrambe le cose. Senza dei media attenti sarebbe troppo facile far passare inosservate certe ingiustizie. Ma dei media sciatti, come buona parte di quelli attuali, possono dare soltanto cattivi frutti. E la prova di ciò ci guarda in faccia proprio adesso, almeno negli Stati Uniti, con le pietose condizioni dell’economia, dell’educazione e molte altre aree delle nostre vite.

PG: La generazione dell’”Uomo dell’anno 2006” sta passando alla storia per il fatto di produrre attivamente i contenuti, anziché limitarsi a consumarli passivamente. Sta cambiando qualcosa?

TW: Internet, ovviamente, permette a chiunque di presentare al pubblico ogni vecchia storia, vero a falsa che sia.

PG: Tornando al tuo progetto, vuoi dirmi se ha avuto qualche inaspettato “effetto collaterale” ?

TW: Il sito è stato ideato per divertimento, ma è presto diventato uno strumento educativo, per insegnare agli studenti a pensare e leggere criticamente. Questo è stato il più inaspettato e piacevole effetto collaterale.

Andrea Ferrigno

* Il trucco è svelato su “press kit“: digitate senza timore nome utente (press) e password (press). E mi raccomando: acqua in bocca!

aprile 11, 2008

Incontro con il Prefetto di Vibo Valentia


Oggi Pino Masciari ha incontrato il Prefetto di Vibo Valentia Ennio Mario Sodano. Non ero presente all’incontro ma all’uscita Pino era molto soddisfatto, riferisce di essere stato accolto in modo cordiale dal prefetto.

Il costruttivo incontro è durato circa mezzora. Sodano ha ben presente la necessità di offrire sicurezza a Masciari in questi territori. Il prefetto riconosce il valore delle denunce di Pino e di tutti i testimoni, che sono risorse importanti per combattere seriamente la criminalità organizzata.

Dopo l’incontro ci siamo recati alla scuola media Buccarelli di Vibo Valentia.

Aspettiamo i commenti dei ragazzi che hanno potuto sentire le parole di questo cittadino diventato un eroe suo malgrado e che sta portando avanti la sua battaglia con dignità fermezza e quella emotività che scuote le coscienze.

Domani pubblicherò un estratto del video dell’incontro con gli studenti.

Sono in programmi altri incontri con gli studenti per la prossima settimana e riceviamo continuamente notizie di mobilitazioni e manifestazioni di cittadini in giro per l’Italia.

P.S. Per i presidi e i manifestanti: I vostri video sono stati proiettati durante l’incontro con gli studenti che si sono entusiasmati a vedervi cosi attivi, allegri e determinati. State rendendo un gran servizio ai giovani della Calabria, il virus degli amici di Pino Masciari si sta diffondendo.

P.S. Per i presidi e i manifestanti: I vostri video sono stati proiettati durante l’incontro con gli studenti che si sono entusiasmati a vedervi cosi attivi, allegri e determinati. State rendendo un gran servizio ai giovani della calabria, il virus degli amici di Pino Masciari si stà diffondendo.

WWW.PINOMASCIARI.ORG

TANGENTI. ALTO MAGISTRATO CONDANNATO DEFINITIVAMENTE A 3 ANNI

Condannato il magistrato Damiani, denunciato da Pino Masciari per comitato d’affari.

– Vibo Valentia, 24 mag. 07 – Dopo circa 20 anni si è concluso il processo contro l’alto magistrato Saverio Damiani, intentato nei suoi confronti dall’ex imprenditore vibonese, Giuseppe Masciari, adesso testimone di giustizia. Chiamato a rispondere di concussione, la suprema Corte di Cassazione oggi lo ha condannato a 3 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oltre a 62mila euro e ad un risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede. Secondo le accuse di Masciari, Damiani all’epoca dei fatti, magistrato presso il Tar Calabria, negli anni 88 -89, avrebbe preteso una tangente del 6% sui lavori da lui nelle Serre vibonesi da dividere con un comitato d’affari in cui vi erano politici, malavitosi, pezzi delle istituzioni. Dopo quelle accuse Damiani venne trasferito e nominato nominato presidente del Tar Campania, Lazio fino a quando nel 2001 il governo Berlusconi non lo nominò Consigliere di Stato. Oltre a questa percentuale, l’imprenditore veniva continuamente vessato dalle cosche di quasi tutta la Calabria con attentati e richieste di tangenti, , fin quando un giorno non incontrò un giovane maresciallo dei carabinieri, Nazzareno Lopreato, attuale comandante della stazione di Vibo, a cui denunciò tutte le angherie subite e che lo costrinsero a chiudere a chiudere l’impresa che occupava oltre 100 operai. Ammesso al sistema di protezione in una località del Nord e definito dal procuratore antimafia Vigna, uno dei più importanti testimoni di giustizia, molto spesso è stato costretto a protestare in quanto, secondo le sue denunce, non gli veniva consentito di assistere alle udienze dei numerosi processi dai lui intentati e che vedono alla sbarra numerosi capi ‘ndrina, molti sono stati già condannati. Ma la sentenza più attesa era quella odierna. In una occasione è stato scortato dai ragazzi di Libera, mentre ultimamente si è lagnato per non aver potuto presenziare ad un processo che si sta tenendo presso il tribunale di Crotone, altre volte ha lanciato il grido di “attenti alle prescrizioni”.

giudice condannato in via definitiva per concussione. Articolo

Un testimone di giustizia vittima di uno Stato ingrato
Pino Masciari: UN MORTO CHE CAMMINA.
Noi non lo lasceremo solo. Mai!

un morto che cammina. Non lasciamolo solo!
Questo spazio del sito si arricchirà giorno dopo giorno di contributi, anche audio e video, su tutto ciò che riguarda Pino.
Presto apriremo anche un blog, sul quale Pino scriverà periodicamente.

aprile 8, 2008

Thyssen: chi se ne va costretto a rinunciare ai ricorsi

Lo ha reso noto questa mattina
il segretario generale della Fiom torinese Giorgio Airaudo. Rinaldini: «L’azienda ha un atteggiamento arrogante». Cremaschi: «E’ la dimostrazione che sono dei mascalzoni»
TORINO
La Thyssenkrupp sta facendo firmare ai lavoratori che lasciano l’azienda un verbale, nel quale si impegnano a non costituirsi parte civile, ma anche a non ricorrere contro eventuali responsabilità penali dei dirigenti. Lo ha reso noto il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo, nel corso dell’assemblea nazionale degli Rls, rappresentanti della sicurezza della Fiom, riuniti a Torino.

«Se la Thyssen – ha detto Airaudo – utilizzava questo verbale storicamente, già prima della strage, nasce il sospetto che avesse interesse a cautelarsi. Se invece il verbale è stato modificato dopo la strage del 6 dicembre, ci troviamo di fronte a un’azienda che tenta di sottrarre ai lavoratori un diritto, quello di costituirsi parte civile. In ogni caso, si tratta per noi di atti non validi e lavoreremo perchè vengano rimossi gli effetti».

Rinaldini: «L’azienda ha un atteggiamento arrogante»
«È un fatto gravissimo che arriva all’indomani della tragedia della Thyssenkrupp e conferma l’atteggiamento di assoluta arroganza dell’azienda e mancanza di ogni forma di sensibilità, soprattutto tenuto conto del procedimento giudiziario in corso nei confronti dei dirigenti della multinazionale». Così il segretario generale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini, a margine dell’assemblea nazionale Rls Fiom in corso a Torino, commenta i verbali fatti firmare ai lavoratori delle Acciaierie contenenti la remissione di procedure di carattere penale e civile.

Sono in corso verifiche sulle dimensioni del fenomeno. Intanto Rinaldini assicura che «il sindacato proseguirà la costituzione di parte civile contro la Thyssenkrupp» e invita «i lavoratori a non firmare».

Duro anche il giudizio espresso da Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom. «Questa vicenda – dice – dimostra che i dirigenti della Thyssenkrupp sono dei mascalzoni e bisogna fare il possibile perchè abbiano la sanzione che meritano».

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